Autore: |
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Vincenzo Brancatisano |
Cover: |
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:Brossura |
Dimensioni: |
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140x210 |
Pagine: |
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350 |
Lingua: |
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Italiano |
RECENSIONE "La Gazzetta di Modena"
RECENSIONE "La Gazzetta di Modena"
Alcune cavità del suo registro personale consentono al professore, che ci ha
appena infilato il pollice di una mano, di aprirlo in corrispondenza di una
delle tante classi che gli sono state appena assegnate. Se ha cinque classi gli
spetteranno quattro buchi, se ne ha otto occorrerà un registro con sette buchi.
Se ha solo due classi, un buco può bastare. Negli ultimi tempi, il buco è stato
sostituito da una linguetta adesiva: chi ha detto che le riforme della scuola
non riescono mai a far cambiare le cose? Per il professore precario i buchi sono
i mesi dell’anno trascorsi in qualità di Estraneo all’amministrazione dopo che
l’amministrazione lo ha usato e poi gettato.
Nella scuola pubblica italiana si perpetra una delle più gravi forme di
sfruttamento e di discriminazione sul luogo di lavoro. Centinaia di migliaia di
insegnanti precari vengono spremuti e mal pagati da un datore di lavoro, lo
Stato, che pure si arroga il diritto di scrivere leggi contro lo sfruttamento e
la violazione dei diritti. È questa la tesi sviluppata nel volume, frutto di una
lunga e documentata inchiesta condotta sul campo, in cui l’autore consegna al
lettore l’immagine scabrosa e inattesa di un fenomeno sociale che ha come
protagonisti la scuola pubblica e i propri dipendenti meno protetti, utilizzati
da decenni in un clima di apartheid che sarebbe ritenuto riprovevole e
deprecabile se fosse riferito al mercato del lavoro privato.
Centinaia di lavoratori vengono assunti e cacciati via da scuola anche decine di
volte nell’arco di un’intera carriera lavorativa e cambiano ogni anno classi,
sedi e colleghi con grave danno per intere generazioni di studenti che non
capiscono il motivo del dissennato valzer di professori cui sono costretti ad
assistere in continuazione. In un clima di vero e proprio mobbing
istituzionalizzato, i supplenti sono perennemente umiliati da leggi illogiche e
da graduatorie assurde dove non contano il merito e la bravura di chi è chiamato
a insegnare, ma criteri mortificanti quale, tra gli altri, la partecipazione a
costosissimi corsi per corrispondenza di dubbia attendibilità mentre l’avere
insegnato in sedi situate sopra i seicento metri sul livello del mare consente
addirittura di raddoppiare il punteggio di servizio. Le famiglie sanno che lo
Stato, per lucrare ulteriormente sulla pelle dei docenti, affida a questi ultimi
compiti improbabili come l’insegnamento ai propri figli di materie che non
conoscono grazie alla “riconversione dei docenti perdenti posto”?
Vincenzo Brancatisano (1960) è docente di Discipline giuridiche ed economiche,
giornalista pubblicista, collaboratore fisso della Gazzetta di Modena e di altre
testate, e già autore di altri libri, uno dei quali è stato in classifica (tra i
primi sei) sul settimanale Tuttolibri del quotidiano La Stampa nel 1998 e poi
tradotto e venduto all’estero. Il libro sulla scuola, è atteso da un gran numero
di precari, grazie ai ripetuti lanci dell’autore sul proprio sito internet,
punto di riferimento per la categoria. Quando i precari della scuola non erano
ancora in prima pagina, Radio Rai (“La radio ne parla”) ha lanciato una propria
trasmissione con un articolo di Brancatisano dedicato al reclutamento degli
insegnanti.
ISBN: 9788889091722
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