LETTERE DA UN TEMPO LONTANO

Lorenzo Mattotti, Lilia Ambrosi, Gabriella Giandelli

  • Editore: #logosedizioni
  • ISBN: 9788857609119
  • Disponibilità: Immediata
  • Prezzo: 20,00€ 17,00€
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    Sei brevi storie raccontate attraverso le visioni di Lorenzo Mattotti e i testi cristallini di Lilia Ambrosi e Gabriella Giandelli. Sei insolite ‘lettere’ spedite da una dimensione straniante in cui le persone riflettono sulla vita e sulle relazioni, in definitiva interrogandosi sul significato dell’essere umani. Come già nell’Uomo alla finestra, questi racconti portano delicatamente alla luce le nostre fragilità e lo sforzo costante di trovare nei sentimenti, nelle illusioni e nei ricordi la presa su una vita che sembra sempre sul punto di scivolare via dalle mani. In “Dopo il diluvio”, la prima e più lunga storia del libro, una donna resta bloccata in aeroporto a causa di un inquietante e affascinante contrattempo: un’invasione di granchi vermigli, talmente numerosi da trasformare la pista di decollo in una rossa distesa semovente. Mentre aspetta di poter partire, incontra per caso uno sconosciuto che le parla del suo amore difficile per la moglie malata, un amore che si rafforza grazie alla lontananza, così come il sentimento che lei stessa prova per il suo uomo. Nella seconda storia, “Il ritratto dell’amore”, raccontata nello spazio di appena due pagine, un pittore non riesce più a dipingere la compagna che ha smesso di amarlo, mentre “Lontano, molto lontano” segue il viaggio di una misteriosa statuetta, che passa di persona in persona rappresentando la libertà, i sogni, le speranze, le passioni che ciascuno di noi si sforza a fatica di conservare, e declinando le varie accezioni dell’espressione che dà il titolo alla storia (un luogo dove ricominciare una nuova vita o nascondersi, ma anche quello dove spariscono la persona amata o la mente di una persona che ha perso tutto). La “Lettera da un tempo lontano”, ambientata in un futuro asettico e artificiale, è scritta da una giovane donna che, a bordo di un treno diretto a Kiev, si rivolge al bisnonno fumettista, probabile alter ego di Mattotti, per spiegargli com’è diventato il mondo che lui stesso un tempo cercava di immaginare nei suoi disegni. “Chissà come potevano divertirsi davanti a queste immagini senza odori, immobili, senza suono” si chiede la donna guardando in video un vecchio fumetto, una domanda che forse è lo stesso Mattotti a porsi riflettendo sul proprio lavoro. Chiudono il volume altri due episodi, non presenti nella prima edizione del libro, “Il richiamo”, in cui la protagonista è una donna che torna nella sua terra d’origine per far visita alla sorella e al nipotino, e la breve e suggestiva “Storia blu”, che in quattro tavole senza parole cattura tutta la magia di un incontro fuggevole.

    Pubblicato per la prima volta in Italia nel 2006 da Einaudi, nella collana Stile Libero Extra, e riproposto nel 2009 nel volume dedicato a Mattotti per la collana I Maestri del Fumetto, il libro viene oggi ripubblicato da #logosedizioni come quarta tappa di un progetto editoriale che ripercorre l’evoluzione artistica del Mattotti fumettista. Preceduta nel 2017 dalla pubblicazione di Ghirlanda , opera vincitrice del Gran Guinigi 2017, che ha segnato il ritorno dell’artista al fumetto dopo quasi quindici anni, la collana è stata inaugurata lo scorso marzo con l’uscita del volume L'uomo alla finestra, seguito da Stigmate e Caboto. Nell’autunno del 2019 vedrà la luce il quinto titolo, La zona fatua, cui faranno seguito Il signor Spartaco, Labirinti, Chimera e Doctor Nefasto. I volumi sono riproposti in una nuova veste grafica di grande formato e arricchiti da contenuti inediti.  

    Lorenzo Mattotti vive e lavora a Parigi. Terminati gli studi di architettura, pubblica i suoi primi fumetti alla fine degli anni ’70 e, all’inizio degli anni ’80, fonda con altri artisti il collettivo Valvoline. Nel 1984 realizza Fuochi, che viene accolto come un evento nel mondo del fumetto e si aggiudica importanti premi internazionali. Il suo lavoro, da Incidenti a Stigmate, passando per Signor Spartaco, Doctor Nefasto, L’uomo alla finestra e numerosi altri titoli, evolve nel segno costante di una grande coerenza e, al contempo, dell’eclettismo di un artista che sceglie di esplorare continuamente nuovi territori. Oggi i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo, mentre i disegni appaiono su riviste e quotidiani quali The New Yorker, Le Monde, Das Magazin, Süddeutsche Zeitung, Le nouvel Observateur, Corriere della Sera e la Repubblica. Nell’ambito della moda e del design, Mattotti interpreta i modelli dei più noti stilisti sulla rivista Vanity e, nel 2010, realizza tutte le copertine del mensile Domus. Illustra vari libri per l’infanzia, tra cui Pinocchio ed Eugenio, che nel 1993 si aggiudica il Grand Prix di Bratislava, uno dei massimi riconoscimenti nel settore dell’editoria per ragazzi. Realizza copertine, campagne pubblicitarie e manifesti, tra gli altri per il Festival di Cannes, nel 2000, e per l’Estate Romana. Nel 2002 pubblica Jekyll & Hyde e nel 2003 Il rumore della brina, entrambi per Einaudi e, nello stesso periodo, I manifesti di Mattotti (2002) e Angkor (2003) per Nuages; nel 2008 escono Appunti sul paesaggio per Tricromia e Le avventure di Pinocchio per la collana “I Millenni” di Einaudi; nel 2009 pubblica, per Orecchio Acerbo/Gallimard, Hansel e Gretel, le cui incredibili illustrazioni affiancano i testi di Neil Gaiman nell’edizione americana. Nel 2010, da una collaborazione con Lou Reed nasce l’opera The Raven (Il corvo, Einaudi, 2012). Mattotti lavora anche per il cinema: nel 2004, contribuisce al film Eros di Wong Kar-wai, Steven Soderbergh e Michelangelo Antonioni, curando i segmenti di presentazione di ogni episodio; nel 2007 realizza uno dei sei episodi del film d’animazione collettivo Peur(s) du noir – Paure del buio; nel 2011 lavora alle sequenze animate del film di Charles Nemes, Il était une fois... peut-être pas e nel 2012 porta a termine gli sfondi e i personaggi del film d’animazione Pinocchio di Enzo D’Alò. Nel 2012 #logosedizioni inaugura la collana “Works”, con un primo volume dedicato alle illustrazioni a pastello, seguito dal volume dedicato al mondo della moda. Nel 2013, sempre per #logosedizioni, esce l’opera visionaria Oltremai che viene esposta alla Pinacoteca di Bologna. Nel 2014 realizza Vietnam per la collana “Travel Book” di Louis Vuitton e nel 2017 torna a collaborare con Jerry Kramsky, realizzando un nuovo graphic novel dal respiro epico, Ghirlanda (#logosedizioni). Ghirlanda vince il premio Gran Guinigi durante l’edizione 2017 di Lucca Comics & Games.
    Numerose le sue esposizioni personali, tra cui l’antologica al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al Frans Hals Museum di Haarlem, ai Musei di Porta Romana di Milano, fino alle più recenti, la retrospettiva Sconfini (2016–2017) e Covers for The New Yorker (2018), per le quali #logosedizioni ha curato i cataloghi. Nel 2018 #logosedizioni inaugura una nuova collana che ripropone in una nuova veste l’evoluzione artistica del Mattotti fumettista, a partire da L’uomo alla finestraStigmate. Recentemente Lorenzo Mattotti ha diretto il lungometraggio di animazione La famosa invasione degli orsi in Sicilia, tratto dal romanzo omonimo di Dino Buzzati, uscito nell’ottobre del 2019 e presentato al Festival di Cannes 2019 nella selezione “Un certain regard”. L’universo di Mattotti spazia ormai, senza soluzione di continuità, tra fumetto, pittura, illustrazione e cinema d’animazione.
    Con #logosedizioni ha pubblicato La stanza, Mattotti Works 1, Oltremai, Stanze, Venezia - limited edition, Venezia - Scavando nell’acqua, Mattotti Works 2 - Moda/Fashion, Nell’acqua, Oltremai - trade edition, Sconfini, Ghirlanda, Blind, Covers for the New Yorker, L’uomo alla finestra, Stigmate , CabotoLettere da un tempo lontano e La zona fatua.

    Nata a Trieste nel 1957, Lilia Ambrosi si è diplomata al liceo classico e si è poi laureata in lingue e letterature straniere. Trasferitasi a Milano, ci ha vissuto per una decina d’anni lavorando nell’editoria, in particolare per una casa editrice araba per bambini. Ha scritto alcuni manuali e tradotto numerosi libri. Ha curato testo e sceneggiatura di fumetti con diversi disegnatori pubblicando in Italia e all’estero. A Bologna ha fatto parte della redazione della rivista di cultura e fumetti Dolce Vita, diretta da Oreste del Buono. Sempre a Milano, per un periodo ha sperimentato l’insegnamento dell’italiano a stranieri. Tornata nella sua città natale, ha collaborato con la sede regionale di Radio RAI parlando di libri e ha scritto a lungo per Il Piccolo, quotidiano di Trieste, di arte e ancora di libri. Per una decina d’anni ha collaborato stabilmente con la rivista Illywords intervistando grandi scrittori. Continua a tradurre e da molti anni insegna inglese nella scuola secondaria.

    Gabriella Giandelli nasce nel 1963 a Milano, dove vive e lavora. Dopo il diploma all’Istituto d’Arte, alla Scuola di Fumetto e successivamente in regia al Centro Civico di Cinematografia, inizia a pubblicare le sue prime storie a fumetti negli anni ’80 su riviste come Frigidaire, Alter Alter, Nova Express per poi proseguire come autrice di graphic novel tradotte in varie lingue e pubblicate in Europa e negli Stati Uniti. Illustra inoltre libri per bambini, per i quali ha creato il personaggio di Milo, protagonista di una serie pubblicata da Mondadori, tra il 1999 e il 2000, e di una serie animata trasmessa da France5 e Rai3, della quale è art director. Come illustratrice, vanta numerose collaborazioni con testate e case editrici italiane e straniere, quali Seuil, Actes-Sud, Einaudi, Minimum Fax, e Mondadori, e con i quotidiani il manifesto, le Monde e Il Sole 24 Ore. Collabora fin dai primi numeri con il settimanale Internazionale e illustra da tempo le pagine culturali per la Repubblica. Ha esposto le sue opere in svariate mostre presso gallerie e musei nazionali e internazionali, tra le quali si segnalano le due personali più recenti presso la galleria Squadro di Bologna, nel 2018, e il Comics Festival di Helsinki, Finlandia, nel 2016. Ha all’attivo numerosi progetti di graphic design, illustrazioni pubblicitarie, film d’animazione e dal 2000 affianca l’attività didattica al suo impegno professionale, conducendo workshop di illustrazione e fumetto.

    Sei brevi storie accomunate da alcuni temi ricorrenti nella produzione di Lorenzo Mattotti, come il ricordo, il sogno, l’esplorazione dei rapporti umani. Sei lettere spedite rispettivamente da una donna al suo compagno lontano, da una ragazza al bisnonno fumettista e, rivolgendosi idealmente a noi che leggiamo, da un pittore che non riesce più a ritrarre l’amata, da un personaggio indefinito che segue lo strano viaggio di una statuetta, da una donna che torna alla propria terra di origine, da due persone che si incontrano fugacemente separate da un vetro. Sei storie attraversate dalle altre due parole chiave del titolo: il tempo, che qui è soprattutto il futuro, e la lontananza.
    Il tema del futuro viene introdotto in due tavole contenute nel primo episodio, “Dopo il diluvio”, in cui la protagonista immagina due diverse versioni della fine del mondo: nella prima una notte scura avvolge la terra inghiottendo ogni speranza di luce, nella seconda gli animali aggrediscono l’umanità fino a determinarne l’estinzione.
    Lo stesso tema diventa protagonista del quarto episodio, “Lettera da un tempo lontano”, un viaggio a bordo di un futuristico treno lanciato a tutta velocità attraverso una stramba Venezia quasi completamente allagata. Questa storia era stata realizzata nel 1992 per un libro dal titolo Quel fantastico treno – fumetti d’autore sulla ferrovia, edito da Adnkronos che, oltre a quello di Mattotti, raccoglieva i contributi di Guido Crepax, Cinzia Leone, Hugo Pratt e José Muñoz e Carlos Sampayo, con la prefazione di Omar Calabrese. Si trattava di un volume celebrativo delle Ferrovie dello Stato, con il tema del tempo come filo conduttore. A Mattotti era stata chiesta una storia originale sul “treno del futuro” e a tal fine aveva attinto alle proprie letture e inserito alcuni elementi di invenzione. In una società in cui i rapporti umani sono perlopiù filtrati da dispositivi artificiali, le persone hanno la possibilità di isolarsi completamente dall’ambiente circostante applicando alle cuffie acustiche particolari meccanismi sonori e possono vedere ingranditi i particolari del paesaggio attraversato dal treno.
    Trattandosi di un lavoro su commissione, la visione del futuro – si tratta degli anni intorno al 2050 – è sostanzialmente positiva, all’insegna della velocità e dell’innovazione tecnologica. Grazie ad alcune importanti scoperte, si può sperare di risolvere i principali problemi legati alla tutela dell’ambiente: l’inquinamento, in particolare, si è notevolmente ridotto per effetto di minuscole alghe che purificano l’aria. La protagonista del racconto indossa un dispositivo porta-odori applicato al naso e la fruizione dell’arte è ormai diventata un’esperienza multisensoriale, il che porta la ragazza a chiedersi come facesse l’umanità, ai tempi del bisnonno, a divertirsi davanti a “immagini senza odori, immobili, senza suono”. Si tratta probabilmente di una domanda che Mattotti rivolge a sé stesso, interrogandosi sulle possibili evoluzioni del proprio lavoro e sul futuro del fumetto.
    Anche il tempo passato è chiamato in causa, soprattutto nella storia in bianco e nero “Il richiamo”, apparsa per la prima volta in volume per questa edizione. La protagonista è una donna che torna nella sua terra d’origine, dove fa visita alla sorella. Per lei è come tuffarsi di nuovo nella vita di un tempo, nei ricordi da cui crede di aver imparato a difendersi. Ritrova persone di cui aveva ormai perso le tracce, compreso un ‘lui’ che per fortuna non si accorge della sua presenza. Ma il tempo in cui la protagonista si trova immersa non è solo il passato: è un tempo della sua vita che avrebbe potuto essere, se solo avesse preso una direzione diversa, quello della sorella di cui ammira la capacità di aver costruito una famiglia apparentemente felice, che riesce a gestire senza problemi né cedimenti.
    L’altro tema chiave del libro è la lontananza, spesso cercata per porre una distanza tra sé e le persone amate, così da poterle guardare dalla calma della solitudine. Tutti i personaggi tendono a utilizzare qualche ‘filtro’ che smussi le contraddizioni insite nelle relazioni con gli altri. Un filtro materiale è rappresentato in tal senso dal vetro che separa l’uomo e la donna che si incontrano e si guardano per qualche istante indimenticabile nella “Storia blu”, raccontata in appena quattro tavole apparse per la prima volta in questa edizione. La protagonista di “Dopo il diluvio” ha l’impressione di amare il suo uomo solo quando non c’è, ripensandolo nei particolari invece di averlo vicino e doversi confrontare con la realtà. Nel secondo episodio, “Il ritratto dell’amore”, un pittore non riesce più ad afferrare l’immagine dell’amata per poterla ritrarre. Il volto della donna non si vede mai, se non filtrato, reinterpretato, inizialmente come un dipinto, poi deformato dall’acquario, dal metallo di una lampada e infine dall’acqua. Solo dopo la scomparsa della donna, il pittore riesce finalmente a possedere la sua immagine. In queste storie, come già nell’Uomo alla finestra, si assiste al tentativo di prendere in qualche modo le misure dei rapporti umani, di interrogarsi su di essi senza pretendere di fornire interpretazioni univoche o risposte definitive.
    Come è nello stile dell’autore, questa interrogazione si avvale spesso di elementi simbolici: è il caso della statuetta che in “Lontano, molto lontano” passa di mano in mano rappresentando la libertà, i sogni, le speranze, le passioni che ciascuno di noi si sforza a fatica di conservare, e declinando le varie accezioni dell’espressione che dà il titolo alla storia (un luogo dove ricominciare una nuova vita o nascondersi, ma anche quello dove spariscono la persona amata o la mente di chi ha perso tutto nella vita). Questo breve racconto, realizzato negli anni Ottanta per un portfolio olandese, è stato concepito come una piccola ballata con il testo, originariamente in inglese, strutturato in 4 strofe composte a partire dal refrain Away, far away. Mattotti ama paragonare il suo lavoro alla musica, dichiarando di concepire i suoi racconti per immagini come racconti musicali. La cura per gli aspetti ritmici emerge chiaramente da questo lavoro, nell’equilibrio perseguito tra parole e immagini, nei vuoti, nei silenzi. Rispondendo all’esigenza di mantenersi in armonia con la parte visiva, i testi di Lilia Ambrosi e Gabriella Giandelli risultano essenziali, evocativi, hanno il ritmo della poesia. Sono il frutto di un intenso lavoro di confronto tra il disegnatore e le sceneggiatrici, di una sintonia artistica e umana che Gabriella Giandelli ben racconta nel suo testo introduttivo.

    Pubblicato per la prima volta in Italia nel 2006 da Einaudi, nella collana Stile Libero Extra, e riproposto nel 2009 nel volume dedicato a Mattotti per la collana I Maestri del Fumetto, il libro viene oggi ripubblicato da #logosedizioni con due storie in più rispetto all’edizione originale e arricchito da altri contenuti inediti. Oltre a schizzi originali e tavole legate ai sei racconti da affinità tematica o stilistica, il volume comprende due testi realizzati appositamente da Lorenzo Mattotti e Gabriella Giandelli per questa edizione.

     

    Francesca Del Moro

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    Dati Libro
    Illustratore Lorenzo Mattotti
    Autore Lilia Ambrosi, Gabriella Giandelli
    Collana #ILLUSTRATI
    Anno di pubblicazione 2019
    Copertina Brossura con ali
    Dimensioni cm 21,0 x 28,0
    Pagine 112
    Lingua/e italiano
    Peso 0.6 kg
    Titolo Testata Data
    Radar. 12 fumetti fumetti da non perdere usciti questa settimana Fumettologica www 04-04-2019
    Da #logosedizioni “Lettere da un tempo lontano” di Lorenzo Mattotti Lo Spazio Bianco www 17-04-2019
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